All'inizio di settembre, quando la luce del Sinis si fa più morbida e la grande folla estiva comincia a diradarsi, Cabras vive la sua festa più importante: la Corsa degli Scalzi. Centinaia di uomini di tutte le età, a piedi nudi e vestiti di bianco, portano di corsa il simulacro di Santu Srabadori, il Salvatore, lungo circa sette chilometri di strade sterrate, dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta fino al villaggio-santuario di San Salvatore di Sinis.
Cabras si trova appena oltre Oristano, che dista circa 30 km in linea d'aria da Porto Alabe: una gita di fine estate che si abbina perfettamente a una giornata al mare sulla penisola del Sinis.
Quando si svolge
La corsa si tiene ogni anno nel primo fine settimana di settembre. Il sabato, all'alba, il santo viene portato da Cabras al villaggio di San Salvatore; la domenica, nel pomeriggio, i corridori lo riportano in paese con una seconda corsa. Prima e dopo si susseguono celebrazioni religiose e momenti di festa. Date esatte e programma vengono comunicati ogni anno dal Comune di Cabras e dall'organizzazione della festa: verificateli prima di partire.
Un voto che nasce da una leggenda
La tradizione lega la corsa a un episodio del 1619. Si racconta che, durante un'incursione dei pirati saraceni, gli abitanti di Cabras corsero a mettere in salvo la statua del Salvatore custodita nel villaggio. Per ingannare gli invasori legarono ai piedi delle frasche, che sollevando la polvere facevano sembrare il gruppo molto più numeroso: i predoni si ritirarono e il simulacro fu salvo. Da allora la corsa rinnova ogni anno quel voto di ringraziamento.
I curridoris
I protagonisti sono i curridoris, circa novecento uomini divisi in squadre che si alternano alla guida del simulacro. Indossano un abito bianco stretto in vita da un cordone e corrono rigorosamente scalzi, sulla terra battuta e sui sassi, sollevando una nuvola di polvere che è parte integrante dello spettacolo. Correre è per molti una promessa che si tramanda di padre in figlio: tra i curridoris si vedono anziani, ragazzi e perfino bambini al seguito dei grandi.
Il villaggio di San Salvatore
La meta della corsa merita da sola la visita. San Salvatore di Sinis è un piccolo villaggio di casette basse, le cumbessias, raccolte attorno a una chiesa seicentesca: per gran parte dell'anno è quasi disabitato e si anima solo nei giorni della festa, quando i fedeli vi trascorrono la novena. Le sue strade polverose e la piazza assolata sono state usate negli anni Sessanta e Settanta come set di diversi film western all'italiana, e l'atmosfera da frontiera si respira ancora oggi.
Come vivere il fine settimana
- Il sabato all'alba, per l'emozione della partenza e la luce radente sui campi del Sinis.
- Una giornata di mare nel mezzo: le spiagge del Sinis e l'area archeologica di Tharros sono a breve distanza dal villaggio.
- La domenica pomeriggio, per il ritorno del santo a Cabras e la festa in paese, con musica tradizionale e piatti a base di muggine e bottarga, prodotti tipici dello stagno.
Settembre in Planargia
Settembre è uno dei mesi migliori per questa parte di Sardegna: mare ancora caldo, spiagge più libere, giornate lunghe e tramonti limpidi. Villa Berkana, a Porto Alabe, offre due camere con aria condizionata, una terrazza vista mare e il parcheggio riservato gratuito; gli animali sono ammessi con un supplemento di 25 euro a soggiorno, così anche il vostro cane può essere della partita.
Settembre tra il Sinis e la Planargia
Rientrate dalla Corsa degli Scalzi a Villa Berkana: terrazza vista mare, due camere climatizzate e parcheggio riservato gratuito, con animali ammessi.