Un drappo di filet con motivi di pavoni, fiori e greche esposto sotto una finestra azzurra a Bosa
Drappo di filet esposto a una finestra di Bosa — foto: Ppf 23 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Planargia non si racconta solo con il mare e le vigne. In questo angolo di Sardegna sopravvivono due arti manuali che parlano di pazienza, di case piene di voci femminili e di materiali poveri trasformati in oggetti bellissimi: il filet di Bosa e l'intreccio dell'asfodelo di Flussio e Tinnura. Conoscerle aiuta a guardare il territorio con occhi diversi.

Il filet di Bosa: un ricamo su rete

Il filet è un ricamo eseguito su una rete di fondo a maglie quadrate, annodata a mano. Prima si realizza la rete, nodo dopo nodo; poi la si tende su un telaio e la si ricama, riempiendo le maglie con punti come il punto rammendo e il punto filza, fino a far emergere il disegno. In passato si ricamava anche su tessuti di lino; oggi il filet di Bosa si lavora quasi esclusivamente sulla rete annodata.

I motivi sono il cuore di questa arte: animali stilizzati come pavoni e grifoni, rami fioriti, greche e cornici geometriche, disposti con una simmetria rigorosa. Le schede di catalogazione del patrimonio culturale descrivono tende, tovaglie e paramenti d'altare in filet diffusi soprattutto tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, quando il ricamo bosano arrivò a farsi conoscere anche fuori dall'isola.

Un sapere femminile che continua

Il filet è un sapere nato e cresciuto tra le donne di Bosa e della Planargia, tramandato da madre in figlia e nei laboratori del paese. Ancora oggi associazioni e artigiane locali organizzano corsi e apprendistati per non disperdere la tecnica, mentre alcuni designer la reinterpretano in gioielli e oggetti contemporanei.

Il momento più suggestivo per vederlo è a settembre, durante la festa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos: nel quartiere di Sa Costa, sotto il castello, le famiglie allestiscono piccoli altari decorati con fiori e drappi di filet lungo il percorso della processione. Date e programma cambiano ogni anno: verificateli sui canali ufficiali del Comune di Bosa.

L'asfodelo di Flussio e Tinnura

Spostandosi di pochi chilometri verso l'interno si entra nel regno dell'asfodelo, una pianta spontanea della macchia mediterranea. A Flussio, piccolo paese della Planargia affacciato sulla valle del Temo, e nella vicina Tinnura, i suoi steli secchi vengono intrecciati per creare cesti e contenitori: le corbule e i canestri tradizionali.

La lavorazione segue il ritmo delle stagioni. Gli steli si raccolgono in primavera e si lasciano essiccare a fasci in cortili, strade e piazze, che per qualche settimana si riempiono di questo materiale dorato. Poi comincia il lavoro paziente dell'intreccio, tradizionalmente affidato alle donne, che uniscono all'asfodelo anche canna, salice, olmo e olivo. Una leggenda locale racconta che sia stato san Bartolomeo a insegnare quest'arte agli abitanti di Flussio.

Per approfondire, a Flussio si trova il Museo dell'Asfodelo, dedicato alla pianta e alla tradizione dell'intreccio. Ad aprile il paese celebra la festa Tirende isciareu, che rievoca la raccolta dell'asfodelo nelle campagne. Anche in questo caso, date e modalità di visita vanno controllate sui canali ufficiali del Comune.

Come avvicinarsi a queste arti

  • Guardate il lavoro: se vi capita di vedere un'artigiana all'opera, fermatevi con discrezione e chiedete il permesso prima di fotografare.
  • Riconoscete il fatto a mano: un vero filet o una corbula richiedono molte ore di lavoro. Chiedete sempre chi ha realizzato il pezzo e con quali materiali.
  • Abbinate la visita: Flussio e Tinnura si trovano a circa 6 km in linea d'aria da Porto Alabe, e i loro murales e le vigne di Malvasia completano la giornata.
Da sapere: molti laboratori artigiani sono piccoli e a conduzione familiare, con aperture variabili. Prima di mettervi in viaggio informatevi presso i Comuni o gli uffici turistici della zona.

Dopo una giornata tra ricami e cesti, tornare a Villa Berkana e godersi il tramonto dalla terrazza vista mare è il modo migliore per chiudere il cerchio: il mare da una parte, le colline dell'asfodelo dall'altra.

Tra Bosa e i paesi dell'artigianato

Villa Berkana, a Porto Alabe, è una base tranquilla per scoprire Bosa, Flussio e Tinnura, con terrazza vista mare e parcheggio riservato gratuito.